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Ostaggio.. di un libroSono di fronte ad un testo sulla leadership Hostage at the table (how leaders can overcome conflict, influence others and raise performance) scritto da George Kohlrieser ( psicologo, professore all’IMD sui temi della leadership e dei comportamenti organizzativi, negoziatore e consulente di organizzazioni globali). Confesso: ne divento subito un po’ ostaggio anche io. Avevo provato lo stessa sensazione di “sicurezza” e di “conforto” anche durante la conferenza di George Kohlrieser al Women Leadership forum di Praga, conferenza in cui avevo partecipato a Ottobre come relatore. L’esperienza dell’autore, veterano della negoziazione di ostaggi anche in situazioni molto complesse e violente, viene messa al lavoro anche nelle relazioni personali e di business. Le tecniche e gli “insight” psicologici diventano un set di “skills”, di abilità utilissime per i business leaders che vogliano creare un ambiente positivo nella propria organizzazione rimuovendo blocchi attraverso la padronanza delle proprie emozioni, l’arte della negoziazione e del dialogo in situazioni conflittuali, il controllo della propria mente, del pensiero, dei comportamenti e della parola per costruire legami senza rimanere ostaggio delle più diverse situazioni organizzative e personali. Il libro affabula, si fa interessante. viene veramente voglia di prendere su idee, regolette, esperienze. Una sete incolmabile di certezze che viene soddisfatta da “statements”, affermazioni potenti su ciò che serve oggi e anche supportata da esperienze e storie. Riguardo gli appunti della sua conference che avevo velocemente annotato a Praga:
Alcune domande allora sono necessarie: |
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